LE PERSONE, I LUOGHI E LE STORIE DEL FILM SERAFINO DI PIETRO GERMI
La mostra rappresenta il risultato di una lunga e faticosa ma allo stesso tempo avvincente ed esaltante ricerca di documentazione che ci ha portato a creare 30 pannelli illustrati con foto e documenti, che sono in grado di fermare il tempo su quello che fu il dietro le quinte del film.
La critica cinematografica contemporanea si espresse negativamente su Germi, affermando di aver perso l’intensità dei suoi contenuti, ma anche se nel 1968 la corrente neorealista era ormai terminata, in Serafino, il registra a tratti volle continuare su quel la linea, coinvolgendo moltissimi abitanti dei paesi scelti come set cinematografico. Le comparse le fece parlare, le inquadrò in primissimi piani, cogliendone tutta la loro espressività. Serafino è una storia semplice che fa gustare i tempi passati, scanditi da ritmi lenti a testimonianza dei vecchi ricordi.
Del film si può apprezzare l’atmosfera amena, la genuinità di una dimensione paesana, che è ciò che appassionò Germi, scegliendo i paesi intorno ad Arquata del Tronto e selezionando i volti della gente del posto, avendo in mente di recuperare quell’ambiente e quel contesto perduto di ingenuità, se vogliamo. Un idillio agreste non risparmiato però dalla critica del regista stesso sull’avidità, l’ignoranza e la gerarchizzazione. In fondo, Serafino è un grande ingenuo alle prese con la malafede dei suoi parenti ed il rifiuto dell’imminente modernizzazione.