Lu crucche

“Lu Crucche” (in italiano crocco, uncino di ferro, gancio – dal francese croc, derivato dallo scandinavo krokr) era un attrezzo indispensabile nel passato usato dai boscaioli per il trasporto dei tronchi.
Nei secoli precedenti quando il recupero del legname era affidato alla sola forza degli uomini con l’ausilio degli animali da soma, questo “gancio” veniva piantato nei tronchi già tagliati e poi collegato ad un tiro trainato da un cavallo o da un mulo fino a valle.
Oggi, in occasione della celebrazione della Festa Bella, questo dispositivo metallico torna nuovamente ad avere una funzione chiave nella fase di trasporto dell’albero dal bosco al paese.

“Lu crucche” è composto da quattro elementi in ferro forgiati a mano: il primo di essi è un grosso chiodo a sezione piatta collegato mediante un anello ad un terzo elemento di raccordo ed infine ad una staffa chiusa: il chiodo viene conficcato nella dorsale del tronco mentre alla staffa viene annodato uno spezzone di corda nella cui asola superiore si infila la stanghetta; la stanghetta, un robusto paletto in legno della lunghezza di circa 2 m, viene afferrato a destra e a sinistra del tronco da una coppia di uomini.

I “crucche” vengono conficcati per tutta la lunghezza del tronco alla distanza uno dall’altro di circa 70 cm; in totale, in un albero lungo circa 25- 30 m ne vengono piantati una quarantina e sempre quaranta sono le “stanghette”, per un numero complessivo di 80 uomini.
Completano la squadra impegnata nel trasporto del tronco fino in paese, altri due gruppi di uomini: il primo molto numeroso alla testa del tronco, lo trascina con due funi; il secondo composto da pochi individui, controlla attraverso una corda fissata alla coda le manovre dell’albero.
Tutte le manovre sono guidate da un caposquadra il quale ha un’inappellabile potere decisionale su tutte le operazioni.

Autore: Dario Nanni