Spelonga

La Laga è la “madre” della valle picena. Essa, secondo il Celani (Storia del Piceno, G. Cesari, AP 1982 pagg 5-11), sarebbe nata da un “lago”, compreso tra due file parallele di monti, tra Arquata ed Amatrice. Il ricordo di questo lago non solo è rimasto nella toponomastica (Laga), ma anche nei sedimenti pianeggianti nell'”agro flaviano”.

Possiamo immaginare la montagna che dal Vettore scendeva alla Macera della Morte e che nel corso dei millenni è stata sgretolata e cancellata dalle erosioni, mentre il Tronto si apriva un varco stretto verso l’Adriatico raggiungendo gli strati duri dell’arenaria pliocenica.

Le “Vene Rosse” sopra Spelonga mostrano ancora un grande strato di arenaria totalmente scoperto, a strapiombo sul Martese, ricordo di quando il lago trovava il travaso su queste vene.

Tra le Marche, l’Abruzzo, l’Umbria e l’Alta Sabina è il centro d’Italia che ha anche le più alte vette appenniniche. Questa centralità, come dice al naturalista che di la si diramavano per tutta l’Italia le rocce di monti, colli e pianure, così ricorda allo storico che di la ugualmente partivano forse i primi abitanti per popolare le contrade italiane. “Circa scaturigines Velini et Truenti fuerunt Aborigines” (Tra le sorgenti del Velino e del Tronto abitarono i primi popoli italici). (Strabone e Dionigi di Alicarnasso).

Proprio su queste splendide montagne si trova Spelonga, toponimo facente riferimento alle vecchie abitazioni di terra in mezzo agli alberi oggi diradati.

Spelonga e la Festa Bella

Tra le tante celebrazioni che in ogni periodo dell’anno si possono ammirare nei nostri paesi una ce n’è che per la poesia e la fede con cui si prepara e si svolge rispetto alle altre presenta dei particolari e propri rilievi.

Questa festa, il cui nome rappresenta forse al meglio la suggestività della rappresentazione, si svolge ogni tre anni nell’ultima decade di Agosto, quando 150 Spelongani, memori delle imprese della sanguinosa Battaglia di Lepanto (1571 d.C.), si recano al Bosco Martese a prendere un grande albero, lungo oltre 25 metri, che diventerà l’albero maestro della nave costruita sulla piazza.

Il 2007 è l’anno dello svolgimento della prossima Festa Bella. Immergetevi appieno nelle atmosfere suggestive di questa rievocazione che non ha eguali!

 
Autore: Dario Nanni